Riportiamo un intervento di denuncia dal corteo per l’otto marzo 2025 di Bologna
Ciao a tuttu, oggi volevamo venire qui con l’intenzione di leggere un altro comunicato per denunciare come all’interno del movimento tutto ci sia una connivenza tra abusers e compagnu, e ci ritroviamo invece a denunciare l’ennesima violenza intimidatoria usata da autoproclamatu compagnu verso persone che si sono adoperate per fare uscire il marcio tenuto nascosto nei loro spazi.
Oggi le compagne che sono state coinvolte nelle numerose violenze, sia per quelle di genere sia per quelle squadriste, si sentono molto in pericolo per il livello di esposizione e di rischio che stanno correndo e quindi ci siamo ritrovate costrette a usare la voce di un’altra persona. Risulta paradossale che per parlare delle violenze subite nessuna di noi si senta abbastanza al sicuro e che debba essere una persona socializzata maschio a dover parlare, ma questo ci dà il polso della situazione. Questo intervento ha un duplice scopo: il primo parlare alle persone che hanno agito direttamente le violenze per fargli sapere che abbiamo gli occhi puntati su di loro, e il secondo di parlare alle persone che ancora non sanno, con l’auspicio che queste ultime possano tutelarsi e prendere posizione in merito ai fatti accaduti.
Stanotte alcune nostre compagne hanno subito un agguato in pieno stile squadrista dalle compagne e dai compagni autonomi, baluardo dell’antifascismo Bolognese, che però non riescono a fare i conti con i problemi di violenza e stupri che hanno al loro interno.
Vi raccontiamo i fatti: stanotte dellx compagnx hanno deciso di fare un giro scritte per denunciare i fatti e le realtà che agiscono violenza all’interno degli spazi sedicentemente compagni.
Su via Carracci, si sono accorte di essere seguite da un compagno autonomo che, con fare intimidatorio, è stato raggiunto da altru compagnu. Le compagne, a quel punto, si sono ritrovate braccate, spintonate, prese a pugni e schiaffi in faccia, filmate e perquisite.
Nonostante autonomi e autonome si fossero scagliate contro compagne più giovani e che non avevano nessuna intenzione di essere violente, hanno deciso di continuare a chiamare rinforzi.
Durante le interazioni sono arrivate in loro supporto altre persone, una delle quali, fomentata dal racconto che probabilmente gli autonomi gli hanno fornito, ha erroneamente colpito uno di loro.
In questa occasione la loro violenza è stata tale da mandare in pronto soccorso una delle compagne che stava denunciando gli abusers.
Precisiamo che le nostre compagne stavano denunciando quello che il movimento transfemminista bolognese non denuncia da tempo. Di fronte alle ennesime violenze, lx compagnx si mostrano conniventi senza prendere una reale posizione politica e anzi continuando a creare alleanze con le reti di abusers, mentre molte delle persone che hanno subito sono state costrette ad allontanarsi dalle proprie lotte.
Chiediamo al movimento trasfemminista tutto di prendere finalmente posizione in merito a quello che già in tantissimx sanno ma che coprono da troppo.
L’ora di difenderci nei nostri stessi spazi è passata, è l’ora che ad avere paura, a provare vergogna e a non sentirsi al sicuro siano coloro che agiscono violenza!
Se si sceglie di difendere i violenti, si è violente a propria volta. Quando inizierete a fare la caccia alle streghe, sarete violente a vostra volta. E noi, al machismo squadrista e patriarcale rispondiamo con sorellanza attiva e reti di mutuo supporto